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Radioestesia e Razionalità

Il modo più veloce di arrivare da A a B non è sempre il più conveniente.

Mentre lo sviluppo tecnologico e il progresso scientifico hanno fatto passi da gigante negli ultimi 200 anni, l’umano occidentale medio ha subito una caduta psichica che ha gradualmente mutilato il suo gradiente di sensibilità percettiva, quella facoltà del tutto istintiva e naturale di saper stare in contatto diretto con il mondo e ricevere da esso informazioni, sensazioni, vibrazioni, percezioni, intuizioni e comprensioni è andata moderatamente a farsi friggere, ora ciò che ci domina è il pensiero logico-razionale, le sue interpretazioni, i suoi dogmi, calcoli, equazioni. Con l’avvento della tecnologia informatica, l’uomo è sempre più abituato a processare contenuti digitale e quel tipo di attenzione lenta, densa, cadenzata tipica degli sguardi contemplativi in assenza di pensiero è un qualcosa di completamente sconosciuto ai più.

Cosa è la razionalità:

La Razionalità è economia, semplicità, è l’uso di un codice di interpretazione della realtà più semplice possibile, cosi da ridurre le anomalie ei fraintendimenti in un sistema. Il pensiero razionale si erge sul principio di non contraddizione: “una cosa è se stessa e non altro“ e sul principio di causalità: “una cosa accade a causa di un’altra“. La razionalità è fare sempre la stessa strada per andare a lavoro, ignorando il fatto che a pochi minuti di distanza dall’altra parte avresti trovato l’amore della tua vita.

La razionalità è la parte più piccola dell’intelletto e quando domina su tutto, significa appunto che tutte le altre parti dell’intelletto sono fuori gioco. Una delle parti che la prepotenza razionale esclude dal gioco ad esempio è la parte che conosce tutte le cose, l’aspetto omnisciente della nostra anima, quello che i mistici ebrei chiamano Hockmah, la sapienza.

Questo processo degenerativo dell’essere umano ha lavorato per millenni, contribuendo a creare una prigione fatta di idee, religioni, opinioni, convinzioni e tradizioni che di fatto rende l’essere umano, una creatura monca, priva di una parte fondamentale, ossia l’anello di collegamento con il mondo, è come guidare guardando sempre e solo il gps, e mai fuori dal finestrino.

Ci sono culture che sono sopravvissute a questo processo di condizionamento che hanno preservato questa capacità e sopra di essa hanno costruito le loro tradizione senza mai però intaccare la loro capacità di percepire il mondo in modo diretto.

A causa appunto di questa caduta percettiva coscienziale, la radioestesia diventa una disciplina utile per riuscire ad accedere comunque alle informazioni che ci servono, non riuscendo a raggiungere percettivamente e direttamente tutta una serie di informazioni spesso seppellite nel passato come fanno sensitivi e veggenti, invece è possibile servirsi del corpo, come mezzo di comunicazione diretta con la parte omnisciente di noi stessi e comunicare.

ONDE CEREBRALI

La capacità di fare radioestesia è legata agli stati di coscienza in cui riusciamo a portarci, stati dove le onde cerebrali cambiamo da quelle tipiche della veglia a quelle di uno stato meditativo leggero.

Da un punto di vista prettamente scientifico, gli stati di coscienza che viviamo sono dovuti all’incessante attività elettrochimica del cervello, che si manifesta attraverso “onde elettromagnetiche”: le onde cerebrali.

La frequenza di tali onde, calcolata in ‘cicli al secondo, o Hertz (Hz), varia a seconda del tipo di attività in cui il cervello è impegnato e può essere misurata con apparecchi elettronici. Gli scienziati suddividono comunemente le onde in “quattro bande”, che corrispondono a quattro fasce di frequenza e che riflettono le diverse “attività del cervello”.

Onde beta da 14 a 30 Hz sono associate alle normali attività del dialogo interno, concentrazione sui problemi, reazioni di stress e ansia. Le onde beta sono infatti alla base delle nostre fondamentali attività di sopravvivenza, di ordinamento, di selezione e valutazione degli stimoli che provengono dal mondo che ci circonda.

Onde alfa da 8 a 14 Hz e sono associate a uno stato di coscienza vigile, ma rilassata. La mente, calma e ricettiva, diminuisce l’uso della razionalità e si lascia più spazio alla creatività, l’attenzione è concentrata e agganciata su stimoli interni o esterni, o sul raggiungimento di uno stato meditativo leggero. Le onde alfa dominano nei momenti introspettivi, o in quelli in cui più acuta è la concentrazione per raggiungere un obiettivo preciso. In questa fase sono possibili le intuizioni, quando si pratica radioestesia, le onde dominanti sono onde alpha.

Onde theta e delta tra i 0,5 ed i 8 Hz e sono proprie della mente impegnata in attività di sogno, immaginazione, visualizzazione, ispirazione creativa fino al profondo rilassamento e sonno.

La maggior parte delle persone è abituata a oscillare su onde beta in modo semi permanente. Tale stato di coscienza si chiama la posizione dell’apprensione o dell’agitazione interna. In questo stato le persone tendono a saturare lo spazio psichico di commenti e giudizi su ogni cosa, di conseguenza sono molto meno intuitive, diventano più razionali, abitudinarie, economiche, si sentono disconnesse dal mondo di cui sono parte integrante, sono intente e concentrate a fare solo i loro interessi personali fittizi o a cercare gratificazione e non hanno potenziale empatico.

Chi riesce ad accorgersi di come stanno veramente le cose cerca naturalmente di invertire questo processo di disconnessione, imparando a riscoprire e allenare l’intelligenza intuitiva, che consente di ritornare al nostro stato naturale di risonanza e ricettività.

Per uscire dalla fase beta è necessario rallentare e imparare a fermarsi ogni minuto, perché il criceto ama accelerare.

Per praticare Radioestesia serve quindi avere un’abbondanza di parti del cervello che si muovono più lentamente ed in modo più fluido, ci sono molti esercizi per causare questo cambiamento, io ne parlo abbondantemente nei videocorsi di radioestesia.

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